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Comunicazione

WAD e EAA: Normative Europee per l'Accessibilità Digitale

WAD e EAA:  Normative Europee per l'Accessibilità Digitale

L'accessibilità digitale rappresenta un principio fondamentale per garantire che ogni utente possa fruire pienamente di contenuti e servizi online, senza discriminazioni. Secondo l'Agenzia per l'Italia Digitale (AGID), un sito web accessibile è quello che eroga prodotti, servizi e informazioni utilizzabili da chiunque, in qualsiasi situazione, abbattendo le "barriere architettoniche virtuali". In Europa, due normative chiave delineano questo ambito: la Web Accessibility Directive (WAD) e l'European Accessibility Act (EAA), che impongono requisiti stringenti a pubbliche amministrazioni e aziende private, segnando un impegno verso un ambiente digitale più inclusivo.

La Web Accessibility Directive (WAD), recepita in Italia con il D.lgs. 106/2018, mira a rendere i siti web e le applicazioni mobili accessibili alle persone con disabilità. I suoi obblighi ricadono principalmente sulle Pubbliche Amministrazioni, ma sono stati estesi anche a grandi aziende private che forniscono servizi pubblici e che superano i 500 milioni di euro di fatturato medio negli ultimi tre anni. Parallelamente, l'European Accessibility Act (EAA), recepita in Italia con il D. Lgs. 82/2022, espande notevolmente l'ambito di applicazione, coinvolgendo tutte le aziende private, escluse le microimprese, abbassando il limite dimensionale a 2 milioni di euro annui.

Le differenze tra WAD e EAA non si limitano ai soggetti obbligati. L'EAA vanta un campo di applicazione molto più ampio, che va oltre il semplice web per includere una vasta gamma di prodotti e servizi: sistemi hardware e operativi informatici, bancomat, terminali di check-in, servizi bancari e di e-commerce, trasporti e comunicazioni elettroniche, e-reader e altro ancora. Per quanto riguarda le tempistiche, mentre la WAD è già in vigore da anni, l'EAA sarà pienamente applicabile dal 28 giugno 2025. È importante notare che i siti web soggetti all'EAA, se non totalmente modificati, possono mantenere le caratteristiche attuali fino al 2030, ma un restyling completo richiederà l'immediata conformità.

Per essere conformi, i siti web e le app devono rispettare i principi delle WCAG 2.1 (Web Content Accessibility Guidelines): essere percepibili (contenuti chiari e compatibili con screen reader), utilizzabili (navigazione intuitiva), comprensibili (testi semplici) e robusti (compatibili con tecnologie assistive). Un sito rientra negli obblighi dell'EAA se vende prodotti o servizi online, offre servizi finanziari, di telecomunicazione, trasporti passeggeri o media audiovisivi. Siti puramente vetrina o B2B sono esclusi.

Le aziende devono agire concretamente: formare il personale sviluppatore, svolgere audit di accessibilità per identificare e correggere i punti deboli, e monitorare continuamente il livello di conformità. È fondamentale considerare le diverse tipologie di disabilità – visive, motorie, uditive, cognitive – in fase di progettazione. L'adeguamento a queste normative porta numerosi vantaggi: un miglior posizionamento SEO, un'ottimizzazione della User Experience che può tradursi in maggiori vendite, e un miglioramento del punteggio ESG, dimostrando un impegno concreto verso la sostenibilità e l'inclusione. Le sanzioni per la non conformità possono variare da 5.000 a 40.000 euro, sottolineando l'importanza di un'attenta adesione.
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