Il Bonus Giorgetti 2025 rappresenta una significativa evoluzione nell'ambito delle politiche attive del lavoro in Italia, configurandosi come una leva incentivante per la permanenza volontaria dei lavoratori nel mercato occupazionale. Questo beneficio, che nella sostanza succede al precedente Bonus Maroni, è stato introdotto con la Legge di Bilancio 2025 e dettagliatamente disciplinato dalla Circolare INPS n. 102 del 16 giugno 2025.
L'incentivo si rivolge a una vasta platea di dipendenti, sia del settore pubblico che privato, che, pur avendo già maturato i requisiti per la pensione anticipata – sia nella forma flessibile come Quota 103, sia nella modalità ordinaria – scelgono di continuare la propria attività lavorativa. La vera novità della versione 2025 è proprio l'estensione ai lavoratori che accedono alla pensione anticipata ordinaria, basata esclusivamente sul versamento contributivo (41 anni e 10 mesi per le donne, 42 anni e 10 mesi per gli uomini). Questa inclusione mira a valorizzare le lunghe carriere contributive e a contenere la pressione sul sistema previdenziale, offrendo un concreto vantaggio economico.
Il funzionamento del Bonus Giorgetti è chiaro e diretto: prevede l'esonero dalla quota contributiva IVS a carico del lavoratore. L'ammontare corrispondente, che normalmente sarebbe versato all'INPS, viene invece accreditato direttamente in busta paga sotto forma di incremento netto. Un aspetto fondamentale è che questo importo aggiuntivo non è soggetto a tassazione IRPEF, rappresentando un vantaggio fiscale notevole. È importante sottolineare che l'obbligo contributivo del datore di lavoro rimane invariato, il che significa che una parte dei contributi continua ad essere versata regolarmente.
Secondo le analisi dell'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), il vantaggio economico annuale può raggiungere cifre significative, fino a 6.900 euro netti per un lavoratore di 62 anni con un reddito lordo annuo di 40.000 euro, traducendosi in circa 575 euro netti mensili in più. Tuttavia, questo beneficio tende a decrescere con l'avanzare dell'età del lavoratore.
Per quanto riguarda l'impatto sulla futura pensione, la componente retributiva non subisce alterazioni. Viceversa, la componente contributiva risente dell'assenza dei versamenti a carico del dipendente, il che determina un montante contributivo individuale leggermente inferiore. Si configura, quindi, un compromesso tra un guadagno economico immediato e una lieve riduzione dell'assegno pensionistico futuro.
Per richiedere il Bonus Giorgetti, il lavoratore deve seguire una specifica procedura telematica sul portale INPS. Il percorso è intuitivo: si accede all'area "Pensione e Previdenza", poi "Domanda di Pensione", quindi "Certificati" e infine "Verifica del requisito per l'accesso all'incentivo al posticipo del pensionamento". Il beneficio ha effetti fino al raggiungimento dell'età per la pensione di vecchiaia (67 anni) o al conseguimento di una pensione diretta (fatta eccezione per l'assegno ordinario di invalidità). L'opzione può essere esercitata una sola volta nella carriera lavorativa, ma è revocabile, e la sua validità si estende anche in caso di cambio di datore di lavoro, garantendo continuità.
In sintesi, il Bonus Giorgetti è una misura flessibile e selettiva che offre un'opportunità tangibile a chi desidera prolungare la propria attività lavorativa, bilanciando benefici immediati in busta paga con un attento impatto previdenziale a lungo termine.