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Comunicazione

Imposta sulle Donazioni: Le Nuove Regole e l'Impatto dal 2025

Imposta sulle Donazioni: Le Nuove Regole e l'Impatto dal 2025

Il panorama fiscale italiano si prepara a importanti cambiamenti per quanto riguarda l'imposta sulle donazioni, con l'introduzione di nuove disposizioni che avranno effetto a partire dal 1° gennaio 2025. Queste novità, frutto del Decreto Legislativo 18 settembre 2024, n. 139, mirano a razionalizzare diversi tributi indiretti, tra cui l'imposta di registro, di bollo e, in particolare, quella sulle successioni e donazioni, consolidando la normativa preesistente all'interno del "Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni" (D.Lgs. n. 346/1990). È fondamentale comprendere queste modifiche per chiunque sia coinvolto in atti di liberalità, sia come donante che come beneficiario.

Tra gli aspetti più significativi della riforma dell'imposta sulle donazioni vi è l'aggiornamento delle regole sulla registrazione degli atti. Dal 1° gennaio 2025, è stato introdotto l'obbligo di registrazione in termine fisso anche per gli atti di istituzione e di dotazione dei trust formati all'estero qualora i beneficiari siano residenti in Italia. Questa modifica mira a coordinare la disciplina fiscale con la crescente complessità dei trasferimenti patrimoniali internazionali. È inoltre specificato che la possibilità di detrarre le imposte pagate all'estero, precedentemente menzionata in un altro articolo, è ora esplicitamente inclusa nelle disposizioni sulla determinazione dell'imposta.

Un altro fulcro della riforma riguarda la determinazione dell'imposta sulle donazioni, con l'integrazione delle aliquote e delle franchigie direttamente nel Testo Unico. La normativa chiarisce che l'imposta si applica al valore complessivo netto dei beni e dei diritti oggetto di donazione, estendendo la sua applicabilità anche ai trasferimenti derivanti da trust e altri vincoli di destinazione. Le aliquote e le franchigie sono state riordinate e sono le seguenti: per coniugi e parenti in linea retta l'aliquota è del 4% con una franchigia di 1.000.000 euro; per fratelli e sorelle il 6% con franchigia di 100.000 euro; per parenti fino al IV grado e affini (in linea retta e collaterale fino al III grado) il 6% senza franchigia; per tutti gli altri soggetti l'8% senza franchigia. Una previsione di rilievo è la speciale franchigia di 1.500.000 euro per i beneficiari con disabilità grave. Inoltre, la riforma prevede la detraibilità dell'IVA, purché la fattura sia allegata alla richiesta di registrazione.

Importanti novità riguardano anche l'accertamento delle liberalità indirette. A partire dal 2025, non saranno più soggette all'imposta sulle donazioni, oltre alle donazioni di modico valore e alle spese non soggette a collazione, anche le cosiddette "donazioni d'uso", ovvero quelle liberalità che si fanno in occasione di servizi resi o conformemente agli usi sociali. Per quanto riguarda le liberalità indirette, l'accertamento potrà avvenire esclusivamente quando la loro esistenza risulti da dichiarazioni rese dal contribuente in procedimenti tributari. Un cambiamento significativo è l'eliminazione della precedente condizione che le liberalità dovessero superare un incremento patrimoniale di 350 milioni di lire. Parallelamente, l'aliquota applicabile a queste liberalità indirette è stata incrementata dal 7% all'8%.

Infine, la disciplina delle donazioni anteriori è stata ridefinita. Ai soli fini delle franchigie, il valore delle quote o dei beni attribuiti a ciascun donatario sarà ora maggiorato di un importo pari al valore delle donazioni a lui precedentemente fatte dal donante. Questa maggiorazione include le donazioni presunte, ma esclude quelle di modico valore o le spese non soggette a collazione, nonché quelle già registrate gratuitamente o con pagamento dell'imposta in misura fissa. Queste modifiche mirano a fornire maggiore chiarezza e a razionalizzare l'applicazione dell'imposta sulle donazioni nel contesto più ampio del patrimonio del beneficiario.
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