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Comunicazione

Bonus Restauro Edifici Storici 2025-202

Il Bonus Restauro Edifici Storici 2025-2027: Un'Opportunità per il Patrimonio Culturale Italiano

L'Italia, custode di un inestimabile patrimonio storico e artistico, continua a investire nella sua conservazione e valorizzazione. A tal fine, è stato riproposto il bonus restauro edifici storici, un'importante agevolazione fiscale. Questo incentivo, introdotto originariamente per gli anni 2021 e 2022, è stato ora prorogato dalla Legge di Bilancio 2025 per il triennio 2025-2027. Consiste in un credito d'imposta restauro del 50% sulle spese sostenute per interventi di manutenzione, protezione e restauro di immobili di interesse storico e artistico soggetti a tutela. L'obiettivo primario è incentivare la cura del nostro patrimonio immobiliare, garantendone la tutela e la trasmissione alle generazioni future. Sebbene le modalità attuative iniziali fossero state definite con un Decreto del 2021, si attendono nuove disposizioni per il prossimo triennio, data la necessità di allineamento alle recenti modifiche legislative.

Possono beneficiare di questo incentivo le persone fisiche che detengono a qualsiasi titolo immobili di interesse storico e artistico. Questo include proprietari, titolari di diritti reali di godimento come usufrutto o enfiteusi, e persino detentori quali comodatari o inquilini. È fondamentale che l'immobile non sia utilizzato nell'esercizio di attività d'impresa, escludendo quindi società ed enti da questa specifica agevolazione. La portata dell'incentivo si concentra sulla cura del bene culturale da parte di privati cittadini che si impegnano attivamente nella sua conservazione.

Le spese ammissibili restauro coprono un'ampia gamma di interventi. Sono eleggibili le opere di prevenzione, volte a limitare situazioni di rischio; quelle di manutenzione, per mantenere l'integrità e l'efficienza; e i veri e propri interventi di restauro, mirati al recupero materiale e alla protezione dei valori culturali del bene. Anche il miglioramento strutturale degli edifici in zone a rischio sismico rientra tra le spese ammissibili, così come l'installazione di impianti per la sicurezza e la conservazione e l'eliminazione delle barriere architettoniche. Tutte queste spese devono essere opportunamente attestate da un professionista qualificato.

Il credito d'imposta restauro è riconosciuto nella misura del 50% delle spese ammissibili. Un aspetto importante della nuova disciplina è l'incremento del limite massimo: da € 100.000 previsti per le annualità precedenti, si passa a un ammontare complessivo di € 200.000 per ciascun immobile per gli anni dal 2025 al 2027. Questo beneficio è attribuito fino all'esaurimento delle risorse stanziate, che ammontano a 3 milioni di euro per ciascuna annualità, a dimostrazione dell'impegno statale.

Per accedere al bonus, sebbene si attendano indicazioni precise per il 2025-2027, la procedura dovrebbe ricalcare quella passata, con l'invio telematico di un'istanza al Ministero della Cultura, presumibilmente nel febbraio dell'anno successivo a quello di sostenimento della spesa. L'istanza dovrà contenere dettagli sul provvedimento di tutela, l'autorizzazione del progetto, il costo complessivo e l'elenco delle lavorazioni. Successivamente, le Soprintendenze competenti svolgeranno l'attività istruttoria per il riconoscimento del credito.

Dal punto di vista fiscale, il credito d'imposta è utilizzabile in compensazione tramite Modello F24, a partire dal decimo giorno successivo alla comunicazione del riconoscimento. È stato istituito un apposito codice tributo, il "6979", per facilitare questa operazione. L'importo riconosciuto dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di riconoscimento.

Un aspetto cruciale da considerare è l'incumulabilità dell'incentivo. Il bonus restauro edifici storici non può essere cumulato con altri contributi o finanziamenti pubblici e neppure con la detrazione IRPEF ordinaria per le spese di restauro. Inoltre, è stata esplicitamente eliminata la possibilità di ricorrere alla cessione del credito d'imposta per le annualità 2025-2027, limitando la fruizione al solo utilizzo in compensazione. Una significativa novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 è l'obbligo di rendere gli immobili restaurati con il concorso statale accessibili al pubblico, promuovendo così una maggiore fruizione del patrimonio culturale.

Questo credito d'imposta restauro rappresenta una concreta opportunità per i proprietari di beni culturali di contribuire attivamente alla salvaguardia e valorizzazione del nostro patrimonio, con un sostegno significativo da parte dello Stato.
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