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Oderzo

Sindaco : Maria Scardellato 

Via Garibaldi, 14 31046 
tel. 0422/8121    Fax 0422/815208 
segreteria@comune.oderzo.tv.it 

orario al pubblico:
tutti i giorni 9.00 - 12.00 
lun. 15.00 - 16.00 
merc. 15.00 - 18.00

La vocazione della citta’ e’ nella radice del nome. Opiterg, in lingua venetica, latinizzato in Opitergium. Nell’opinione degli studiosi, Opi sta per l’ad latino, terg per mercato (simile in questo al termine slavo). Un antichissimo incrocio di strade. Luogo di scambio, di beni e di culture. Centro dei Veneti primi, che hanno lasciato reperti datati dal X secolo prima di Cristo, divenne poi romana. Nel I secolo avanti Cristo, gli opitergini ricevettero, in segno d’onore, la cittadinanza di Roma. Ora la citta’ espone nel Museo Civico quanto resta dei preziosi lasciti: bronzetti, lapidi, urne, mosaici con scene di caccia, mentre offre alcuni percorsi archeologici che conducono al Foro, alle fondamenta di mura, palazzi e ville pavimentate con altri mirabili mosaici. La via Postumia, d’interesse militare, che correva tra Genova ed Aquileja, e la Opitergium - Tridentum, percorsa dai traffici commerciali fra pianura e montagna, sono gli assi primari di un disegno che si e’ riproposto dopo ogni distruzione. Oderzo fu flagellata dalle incursioni provenienti da oriente. Quella di Attila, re degli Unni, nel 452, decise la fuga di gran parte degli abitanti verso le lagune, concorrendo massicciamente alla nascita storica della citta’ di Venezia . L’orgoglio degli opitergini vuole che Paoluccio Anafesto, il primo doge, fosse opitergino. Qual era San Magno, vescovo di Oderzo e fondatore delle prime chiese nella capitale adriatica. Risorta lentamente a nuova vita, nei secoli veneziani si dota di palazzi affrescati, che ancora oggi adornano la piazza, il Borgo Maggiore e il Borgo San Rocco. I negozi prestigiosi, gli istituti scolastici, il notevole mercato settimanale del bestiame e di merci e la crescita industriale, confermano nel tempo il ruolo di centro commerciale e di servizi. Al cuore di una vasta plaga agricola di celebrata fecondita’. La civica pinacoteca raccoglie opere di Alberto Martini, qui nato nel 1876, fantasioso e finissimo incisore. Gli fu quasi coetaneo Amedeo Obici che, all’eta’ di 11 anni, nel 1889 emigro’ negli Stati Uniti d’America , dove divenne ricchissimo e noto come "The Peanut King", il re delle noccioline. La tradizione vuole che il Duomo di San Giovanni Battista, gia’ sede vescovile nei primi secoli del cristianesimo, sia stato edificato su un preesistente tempio di Marte.

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